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Partito Sardo d'Azione - Federazione di Sassari
RELAZIONE DEL SEGRETARIO TRINCAS AL XXXI CONGRESSO NAZIONALE

Cari compagni e amici del partito sardo d'azione permettetemi un doveroso ringraziamento a tutti voi e al partito sardo per avermi concesso l'opportunità di essere il Segretario di questo glorioso partito durante questi tre anni di mandato.
E' stato per me un grande onore aver guidato insieme al presidente on. Giacomo Sanna e a tutti gli iscritti e militanti, questo partito vecchio per nascita ma giovane e sempre attuale per idee,un partito che dopo dieci anni di opposizione è tornato a governare la Sardegna.
Un partito che ha visto l'allontanamento di alcuni personaggi che desideravano imporre senza avere i numeri e in maniera antidemocratica il loro credo politico.

Ora il nostro è un partito coeso che dovrà condurci all'Indipendenza, Indipendenza che non vuol dire separatismo ma unità europea-mediterranea e mondiale.

Noi vogliamo l'Indipendenza e vogliamo conquistarla con il dialogo con lo Stato italiano e con tutti gli Stati europei.
Noi sardi siamo certi di non volerci separare da nessuno, ma siamo altrettanto certi della necessità di riconquistare la consapevolezza che anche come cittadini di un nuovo Stato aderente “d’ufficio” alla' Unione Europea o alla Federazione Europea di domani, facente parte dell’ONU o della Federazione Mondiale degli Stati, possiamo sopravvivere con le nostre risorse materiali ed umane, proprio perché siamo il popolo sardo.
Per raggiungere l‘indipendenza dobbiamo passare dalla fase della riscrittura dello Statuto regionale nazionale sardo tramite l'assemblea Costituente (al Consiglio Regionale e all'intero popolo sardo chiedo di iniziare subito il percorso dell'Assemblea costituente, altrimenti ci ritroveremo anche in questa legislatura a non potere attuare una riforma dello statuto della Sardegna cioè della nostra costituzione e continueremo ad essere sempre soggetti al governo degli altri che sardi non sono)adottando per la Sardegna e per il Governo del popolo sardo, quei principi di sovranità e di autodeterminazione in uno Statuto che tenga conto della specialità nazionale della Sardegna, della riforma dell’autonomismo dei Comuni in una logica di federalismo interno in cui si attribuisce la stessa dignità ad ogni Comune, e che renda efficace il superamento dell'insularità della Sardegna nei differenziali negativi che storicamente hanno inibito la nostra economia e il nostro sviluppo.
Per questo facciamo parte dell' A.L.E. riconoscendoci pienamente nella sua strategia che ci conduce verso un’Europa dei popoli e dei nuovi Stati con una Socialità diversa.
Sulla base del principio della Autodeterminazione, l’ A.L.E. sostiene la volontà di quelle nazioni pronte ad assumersi tutte le responsabilità di uno Stato.
Per ristabilire l’equilibrio democratico dei poteri, i piccoli Stati e le piccole regioni e le Nazioni senza Stato, dovranno lavorare unitamente in maniera solidale e complementare per giungere ad una riforma urgente dell’Europa in cui la sussidiarietà è realmente un fondamento operativo dei principi dell’Unione; ciò significa che il partenariato democratico tra i diversi livelli di governo (UE, Stati membri e quelli delle loro costituenti e che godono di una autonomia costituzionale) devono essere garantite nelle future modifiche ed aggiornamenti dei Trattati dell’Unione Europea.
Il modello sociale europeo dovrà essere rafforzato per divenire la chiave di volta di un modello di società europea basata sulla solidarietà: il pieno impiego, di qualità ed uguaglianza tra i sessi ed un contorno di lavoro sicuro e salubre con accessi ai servizi universali di interesse generale.
L’UE ha bisogno di rinnovare la sua agenda sociale con azioni reali e di strumenti capaci di lottare contro tutte le forme di discriminazione nel seno della Unione e la Sardegna vi deve partecipare come un vero Stato.
Questo è Indipendenza.

In questo momento noi governiamo in Regione che io chiamo sempre Nazione sarda con la Pdl e l'Udc e altre formazioni di centro destra;

La nostra è un'alleanza programmatica,come ho sempre ribadito nei Consigli nazionali che si sono susseguiti dopo le elezioni regionali, che si esplica attraverso i seguenti punti:

1)varo immediato di un piano straordinario di sostegno alle famiglie e alle imprese anche mediante modifica delle politiche fiscali e dello sviluppo con allargamento delle zone a fiscalità di vantaggio e la creazione di un welfare regionale(zona franca integrale);
2)dichiarazione di tutto il territorio della Sardegna come denuclearizzato;
3)apertura di una vertenza con il Governo nazionale per l'avvio dell'iter di chiusura dei poligoni militari con la contestuale e immediata proposta alternativa di sviluppo economico per quelle aree e le comunità che vi abitano e lavorano;
4)riscrittura della statuto in direzione di un deciso aumento di sovranità attraverso l'Assemblea Costituente;
5)modifica della legge statutaria con un severo rafforzamento della disciplina del conflitto di interessi;
6)riforma urbanistica con l'accento sulla tutela ambientale, certezza delle regole valide per tutti, rispetto delle competenze comunali, esclusione della muraglia lineare lungo le coste, effettivo e reale coordinamento fra zone interne e costiere;
7)valorizzazione della lingua e della cultura sarda per una nuova politica della scuola e della cultura stessa e insegnamento della stessa nella scuola primaria e secondaria;
8)continuità territoriale per le persone e le merci a carico della fiscalità italiana ed europea e non a carico dei Sardi;
9)modifica della legge elettorale per una effettiva riduzione del numero dei consiglieri regionali e distinzione e riequilibrio dei poteri tra Presidente e Consiglio.

Tutti questi punti noi ci stiamo impegnando a farli rispettare, governando e proponendo passo dopo passo gli strumenti legislativi utili e necessari per arrivare all'obiettivo.
E' molto importante per raggiungere gli obiettivi una maggiore collegialità di tutte le forze di governo facenti parte di questo governo, come si era prefissato al momento della sottoscrizione dell'accordo.
Purtroppo in quest'ultimo periodo, per diversi motivi che non sto qui ad elencare,questa collegialità e venuta a mancare, ma credo anzi ne sono convinto che il Presidente presto riunirà il tavolo della maggioranza per iniziare a fare un check-up dei primi nove mesi di governo.

Non possiamo permetterci che la sovranità del popolo sardo sulla propria terra-nazione non sia riconosciuta : la sovranità è un diritto,è il nostro obiettivo,il nostro risultato finale è l'Indipendenza.

Non possiamo permettere che continui a non essere riconosciuto il sardo come lingua ufficiale ;

Non possiamo non prevedere l'insegnamento obbligatorio della lingua sarda accanto all'italiano e all'inglese nelle scuole;

Non possiamo non tutelare i nostri posti di lavoro per i sardi;

Non possiamo permettere che si chiudano le fabbriche;

Non possiamo permettere di abbandonare le campagne ,di abbandonare il mare, di farci rubare l’energia alternativa(eolico,solare, idroelettrico e fotovoltaico);

Non possiamo permetterci di creare disequilibri all’interno dello stato italiano, dell’unione europea e della stessa nazione sarda,in cui alcuni territori sono privilegiati rispetto ad altri.


La Sardegna deve essere unita nel bene e nel male e i territori ricchi devono essere solidali nei confronti di quelli poveri.
Gli stessi alleati del governo regionale devono avere pari dignità,infatti l’interesse comune è il buon governo della nostra patria.
I nostri consiglieri regionali hanno dimostrato in questi mesi impegno e capacità continui
per far uscire dalla depressione economica e socio-culturale la Sardegna e tutto il popolo sardo.
Essi hanno presentato diverse proposte di legge ,interrogazioni e mozioni volte sempre a creare benessere e felicità per il popolo sardo.

Ricordiamo tra le altre:

Mozione sull'Indipendenza della Sardegna
Mozione sulla scuola sarda e l'accordo tra la Regione e il Governo nazionale
Iniziativa Grazie Mamma
Ultima interpellanza presentata Sulla stabilizzazione precari ARPAS



Ora si avvicinano le elezioni amministrative provinciali e comunali,in alcune stiamo governando con il centro-sinistra in altre siamo all’opposizione, io ritengo che, come abbiamo fatto nove mesi fa per le elezioni regionali-nazionali,noi dobbiamo privilegiare le alleanze programmatiche, lasciando ai comuni e alla province la libertà di scelta.
Come ho già detto poc'anzi, noi abbiamo sempre sostenuto il rispetto della statualità dei comuni in quanto riteniamo che essi siano la prima istituzione democratica più vicina al cittadino;
Dobbiamo arrivare ad essere cittadini-governanti tenendo sempre presente quello che è il nostro obiettivo e cioè l'Indipendenza.
Questa è la politica delle mani libere senza distinzione di destra e di sinistra;una politica che ho attuato in questi tre anni di mandato.
Il Partito Sardo d’Azione si sta rinforzando nei territori,sono entrate a far parte della nostra famiglia nuove personalità che con la loro ricchezza intellettuale e culturale hanno apportato nuova linfa.
Ma non basta!
Per avvicinarci alla realizzazione degli obiettivi fondamentali per l'Indipendenza è necessario rafforzare ancora di più il partito, aprendo a idee e persone nuove che diano nuovi contributi , ma senza indebolire l'ossatura del partito costituita da i cosiddetti vecchi iscritti e militanti ai quali si deve il merito di aver portato il partito a governare nelle istituzioni sarde.
Dobbiamo fare di più,dobbiamo dare diritto di cittadinanza a tutti i sardi e non sardi che si riconoscono nei valori del sardismo e dell’indipendenza del popolo sardo.
Dobbiamo restare uniti ,come siamo tutt'ora, anche nelle diversità poiché
l'obiettivo comune è l'Indipendenza.

Fortza Paris

Il segretario nazionale del Partito Sardo d'Azione
Efisio Trincas


 di admin pubblicato il 27/11/2009           commenti (0)

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